Mentre vado a lavoro e tento di riprendermi dall’immensa soddisfazione che mi avete dato grazie alla popolarità del post precedente, ho pensato che tanto non tutti avranno potuto seguire in diretta la Notte degli Oscar, e quindi di seguito vediamo insieme chi si è accaparrato le statuine.
The Hurt Locker ha vinto l’Oscar come miglior film. Sei le statuine complessive con Avatar sbaragliato che si deve accontentare di tre riconoscimenti non di primissimo piano, tra cui quello scontato per gli effetti speciali. Kathryn Bigelow ha vinto l’Oscar come miglior regista e diventa così la prima donna in 82 anni di storia ad aver ricevuto il riconoscimento: “E’ un’emozione unica per me - ha detto la Bigelow - anche per essere qui insieme a tanti attori che ho ammirato nella mia vita”.
Alla regista anche gli applausi dell’ex marito James Cameron (sono stati sposati dal 1989 al 1991), film-maker del campione di incassi Avatar e grande deluso della serata. Queste le altre statuine alla pellicola sulla guerra in Iraq. Paul N.J. Ottosson ha vinto il premio per il miglior montaggio sonoro in ‘The Hurt Locker’. Paul N.J. Ottosson and Ray Beckett hanno vinto il premio per il miglior suono del film ‘The Hurt Locker’. Mark Boal ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura originale del film ‘The Hurt Locker’. Bob Murawski e Chris Innis hanno vinto il premio per il miglior montaggio del film ‘The Hurt Locker’.
MIGLIORI ATTORI BRIDGES E BULLOCK Jeff Bridges ha vinto l’Oscar come miglior attore per ‘Crazy Heart’. Si tratta di una grande soddisfazione per il veterano di Hollywood che nella sua carriera aveva già ricevuto quattro nomination senza mai riuscire a vincere. Bridges ha voluto ringraziare madre e padre per averlo “spinto” verso la carriera cinematografica. Sandra Bullock ha vinto l’Oscar come miglior attrice per The blind side. Al momento della premiazione l’attrice, protagonista anche del flop dell’anno con “All about Steve”, è scoppiata in lacrime.
OSCAR ITALIANO A MAURO FIORE Primo Oscar per Avatar, che ha ricevuto il premio per la miglior scenografia di Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair. Il secondo va all’italiano Mauro Fiore ha vinto l’Oscar per la miglior fotografia in ‘Avatar’. «Viva l’Italia». Così Mauro Fiore ha concluso. con vera soddisfazione e dopo molti ringraziamenti, il suo discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto il premio Oscar per la miglior fotografia nel film ‘Avatar’. Per il direttore della fotografia calabrese si tratta del primo Oscar. Mauro Fiore, nato in Calabria, si è trasferito negli Stati Uniti a sette anni, vivendo a Chicago. I genitori sono tornati in Italia, mentre lui decise di restare negli States, dove ha cominciato la sua scalata ad Hollywood nella scuola di Janush Kaminsky. Ha attualmente al suo attivo una ventina di film, tra cui Training Day. Terzo Oscar per Avatar, che ha conquistato il premio per i migliori effetti speciali. A ricevere la statuetta sono stati Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones.
STATUETTA ALL’ITALOAMERICANO GIACCHINO L’italoamericano Michael Giacchino ha vinto l’Oscar per la miglior colonna sonora in Up. Di nonni abruzzesi, Giacchino ha la cittadinanza italiana dal 2009. Michael Giacchino ha le idee chiare. Il cinema non è un perdita di tempo. Conclude così il suo discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto l’Oscar alla miglior colonna sonora in ‘Up’ (secondo premio per la pellicola targata Pixar). Giacchino, italoamericano ha invitato tutti i giovani a non demordere nell’inseguire il sogno del cinema. «Quando ero piccolo - ricorda - i miei genitori mi hanno sempre sostenuto. Tutti intorno a me mi sostenevano dicendo che quello che sognavo non era una perdita di tempo». «Molti ragazzi - ha concluso - non hanno lo stesso sostegno che ho avuto io. A loro dico: credeteci». Giacchino è nato nel New Jersey, ma nel 2009 ha ottenuto la cittadinanza italiana. I nonni sono infatti originari dell’Abruzzo e della Sicilia. Nel 2008 ha ottenuto una nomination all’Oscar per la colonna sonora di ‘Ratatouille’. In lizza per il premio quest’anno c’era anche un altro italiano, Marco Beltrami per la colonna sonora di ‘The Hurt Locker’.
WALTZ E MO’NIQUE MIGLIORI ATTORI NON PROTAGONISTI Christoph Waltz ha vinto il premio come miglior attore non protagonista per Bastardi senza gloria. Up ha vinto il premio come miglior film d’animazione. ‘Crazy Heart’ ha vinto il premio per la miglior canzone originale con il brano ‘The Weary Kind’, di Ryan Bingham e T.Bone Burnett. ‘Logorama’ di Nicolas Schmerkin ha vinto il premio come miglior corto animato. ’Music by Prudence’ di Roger Ross Williams e Elinor Burkett ha vinto il premio come miglior corto documentario. ’The New Tenants’ di Joachim Back e Tivi Magnusson ha vinto il premio come miglior corto d’azione. Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow hanno vinto il premio per il miglior trucco nel film ‘Star Trek’. In corsa in questa categoria c’erano anche gli italiani Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per ‘Il Divo’. Geoffrey Fletcher ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura non originale del film ‘Precious’. Mo’Nique ha vinto il premio come miglior attrice non protagonista per ‘Precious’. Sandy Powell ha vinto il premio per i migliori costumi nel film ‘The Young Victoria’. ’The Cove’ di Louie Psihoyos e Fisher Stevens ha vinto il premio per il miglior documentario. Il film argentino ‘El Secreto de Sus Ojos’ di Juan Josè Campanella ha vinto il premio per il miglior film straniero.
CANALIS E CLOONEY SUL RED CARPET Consueta passerella per tutte le star di Hollywood, note e meno note, sul red carpet prima della cerimonia degli Oscar, appuntamento attesissimo ogni anno. George Clooney e Elisabetta Canalis, vestita in rosso (abito di Cavalli) sono comparsi sul tappeto rosso del Kodak Theatre. L’attore, come al solito, si è intrattenuto a lungo con la folla di curiosi e di fan. Il suo primo red carpet alla cerimonia degli Oscar va «stretto», invece, ad Elisabetta Canalis che ammette di non vedere l’ora di indossare un paio di jeans al posto dell’abito da sera. «Non mi sto divertendo molto», ha detto. «Sto inciampando sul vestito - ha commentato la Canalis -, non vedo l’ora di mettermi un paio di jeans». Applauditissima la favorita per il ruolo di miglior attrice, Sandra Bullock, oltre che Kate Winslet, Charlize Theron, Penelope Cruz e Jennifer Lopez. Tra le altre star presenti, Maggie Gyllenhaal, Mariah Carrey, James Cameron, Zoe Saldana, Demi Moore, Jeff Bridges e Kathy Ireland.
ASCOLTI: SI SPERA NEL SUO MARTIN-BALDWIN Nessuno potrà accusare la Academy di non aver tentato tutto il possibile per bloccare l’emorragia di spettatori che da dodici anni tormenta la cerimonia degli Oscar. Il numero delle pellicole in lizza per il titolo di miglior film dell’anno è stato raddoppiato da cinque a dieci, il formato della cerimonia è stato rivoluzionato, i famigerati premi alla carriera sono stati esiliati altrove. E la fortuna sembra aiutare la Academy: la presenza di Avatar, il film che ha battuto tutti i primati d’incasso (oltre 2,5 miliardi di dollari nel mondo), garantisce un alto grado di interesse da parte del pubblico. La vittoria del film di James Cameron non è scontata: il duello potenziale tra il colossale film a tre dimensioni e il piccolo thriller bellico The Hurt Locker aggiunge un altro strato di dramma alla cerimonia, una sfida all’OK Corral col formato classico del David contro Golia, reso ancora più piccante dal fatto che i due registi rivali dei film favoriti agli Oscar, James Cameron e Kathryn Bigelow, sono stati sposati per alcuni anni prima di imboccare, artisticamente e sentimentalmente, strade diverse.
Il formato dello spettacolo è stato cambiato mantenendo alcune delle innovazioni che avevano funzionato lo scorso anno: i nominati agli Oscar per i migliori attori saranno presentati da un gruppo di celebrità che hanno già vinto in passato la statuetta. Inoltre i premi minori, come cortometraggio o film animato, saranno assegnati in modo creativo ma con ritmo rapido. Altra innovazione: i premi alla carriera, umanitari o di altro tipo - che appesantivano la cerimonia e ne aumentavano a dismisura la durata - sono stati confinati ad un’altra serata, liberando la notte degli Oscar dalla sgradita zavorra. La speranza dei responsabili del programma è che funzioni anche l’insolita alchimia tra i due presentatori della serata, gli attori Alec Baldwin (dall’umorismo brutale) e Steve Martin (dall’umorismo surreale), una ’strana coppia’ che aveva funzionato in modo perfetto nel recente film È complicato dove entrambi gli attori corteggiavano Meryl Streep. La famosa attrice è giunta quest’anno alla sedicesima candidatura della sua carriera. Ma è insidiata da Sandra Bullock, candidata per la sua spettacolare interpretazione in The Blind Side e vincitrice ieri del ‘lamponè per la peggior interpretazione dell’anno (nel film All About Steve). Il successo finale delle innovazioni sarà determinato dalle dimensioni dell’audience televisiva americana: il traguardo è quello di battere il primato di pubblico stabilito nel 1998, l’anno di Titanic, con 55,2 milioni di telespettatori negli Usa. Da allora in poi è stata tutta una corsa al ribasso per la Academy con la punta negativa toccata nel 2008, l’anno di No Country for Old Men, con solo 32 milioni di spettatori negli Usa. L’anno scorso la emorragia di spettatori è stata per la prima volta interrotta con una platea di 36,3 milioni di persone.
Via|Leggo.it
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