L’Italia al quattordicesimo posto nel mondo per difusione degli HotSpot gratuiti
Il Decreto Milleproroghe ha mandato in pensione la legge Pisanu sugli hotspot wi-fi, secondo molti la vera palla al piede che in questi anni ha ostacolato la diffusione di internet nei luoghi pubblici in Italia. Si sente sempre dire che il nostro Paese è indietro per quanto riguarda la diffusione del Wi-fi, ma indietro quanto? Parecchio!
La risposta a questa domanda arriva da una serie di indagini di Enter.it, hub digitale per la tecnologia e la comunicazione, volta a capire quanto siamo indietro rispetto agli altri Paesi e chi in Italia sta più indietro.
In generale il nostro Paese si colloca al quattordicesimo posto nel mondo per numero di hotspot (5104) ben 2 mila in meno della Turchia (che occupa il 10° posto) e poco prima della piccola Hong Kong (5.327). Poco a che vedere, insomma con il Regno Unito che guida la classifica con quasi 113 mila punti di acceso wi-fi a internet e precede superpotenze come la Cina (oltre 102 mila hotspot), e gli Stati Uniti (quasi 94 mila). L’Italia risulta molto indietro soprattutto per quanto riguarda i punti di accesso pubblici che rappresentano solo il 3% degli hot spot, contro il 78% del Regno Unito e il 67% della Federazione Russa. L’Italia, sottolineano da Enter.it è ancora in dietro a livello infrastrutturale, tranne per quanto riguarda il settore degli alberghi, in cui risultano presenti 2450 Hotspot (il 48% del totale) un valore che risulta il sesto nel mondo.
In Italia risulta anche piuttosto profondo il divario territoriale nella diffusione degli Hotspot, con più di un quarto dei punti di accesso concentrato in una sola regione e quasi il 65% in 5 regioni. In testa troviamo la Lombardia con il 26% degli Hotspot (1328 in valore assoluto), seguita dal Lazio (13,1%; 670), dall’Emilia-Romagna (10,1%; 518), dalla Toscana (8,6%; 438) e dal Veneto (7,1%; 363).
Via|BlogRisparmio





















