In America, se scarichi musica e film coperti da copyright, non potrai più navigare in internet

Alla fine ci sono riusciti. Non è il rimborso in denaro che avevano cominciato a teorizzare tre anni fa, ma è comunque un accordo che potrebbe avere un impatto sul web non da poco. La Recording Industry Association of America (Riaa), l’associazione delle media company nella quale militano tanto le major hollywoodiane quanto le etichette discografiche, ha ottenuto una vittoria significativa: in caso di download illegale di film, musica e show televisivi, la responsabilità ricadrà sul provider e di conseguenza sui suoi clienti.
In pratica chi fornisce la connessione a internet dovrà, d’ora in avanti, identificare e bloccare quegli abbonati che condividono o scaricano contenuti coperti da copyright. Il nuovo sistema prevede sei diversi avvertimenti, che cominciano con una mail e finiscono con il blocco totale della navigazione, passando per la riduzione progressiva della banda passante.
In parole povere l’accordo è diventato possibile dopo anni e anni di accuse reciproche, solo perché i provider vogliono anche loro diventare distributori di contenuti. Ma non forniranno alla Riaa l’identità dei loro clienti che infrangono la legge e in ogni caso quegli stessi clienti avranno sempre la possibilità di contestare le misure restrittive.
In Italia ancora non è stata adottata questa soluzione, e ci sono dei dubbi sulla legittimità dell’accordo e sulla sua reale capacità di fermare quella che ormai è diventata una abitudine diffusa.
“E’ una sfida che non finirà mai. I consumatori continueranno a fare quello che vogliono su internet, trovando nuove strade per non attirare l’attenzione degli operatori o delle media company”. Fatta la legge, trovato l’inganno.
Via|Repubblica





















