Google rischia il mercato cinese, ma preferisce la libertà
Il colosso del web Google ha deciso che non filtrerà più le informazioni sul suo sito cinese, riconoscendo che ciò potrebbe significare di fatto la chiusura delle sue attività in Cina.
Attacchi di pirateria. Il gruppo di Mountain View, sostiene di essere stato l’oggetto di ripetuti attacchi di pirateria, provenienti dalla Cina e aventi come oggetto militanti cinesi per i diritti umani oltre ad alcune grandi società.
Secondo l’edizione online del New York Times, le caselle postali di attivisti all’opposizione sarebbero state violate da pirati informatici cinesi. «Uno degli obiettivi primari degli hackers era di accedere agli account Gmail degli attivisti di difesa dei diritti umani cinesi», scrive il gruppo di Mountain View, senza attaccare direttamente il governo di Pechino, ma precisando che «non abbiamo l’intenzione di continuare a censurare i nostri risultati» sul motore di ricerca cinese.
Hillary Clinton chiede spiegazione alla Cina. Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha chiesto spiegazioni a Pechino, dopo la denuncia di Google. «Google ci ha informato delle sue accuse – ha detto la Clinton a Honolulu – che sollevano domande e gravi preoccupazioni. Noi attendiamo una spiegazione dal governo cinese».
Prima risposte dalla Cina. Sono all’insegna del nazionalismo le prime reazioni cinesi. «Sarebbe una decisione stupida», afferma l’ex-presidente della Microsoft-China, Tang Jun intervistato dal sito web sohu.com. «Uscire dalla Cina vorrebbe dire rinunciare alla metà del suo mercato», ha aggiunto Tang.
“Funerale” del motore di ricerca. Un gruppo di «internauti» cinesi ha annunciato sul sito web Twitter che oggi porteranno dei fiori all’ufficio di Pechino di Google, per «celebrare» il funerale del motore di ricerca. L’ufficio di Baidu.com, il principale concorrente di Google in Cina ha declinato l’invito a commentare l’annuncio di Google. Hu Yanpin, direttore del Datacentre of China Internet, sottolinea che qualsiasi siano i futuri sviluppi della situazione, «la strada sarà sempre più stretta per Google in Cina».
La risposta della Cina a Google:
Le imprese straniere «sono le benvenute» su Internet se «agiscono in accordo con la legge» cinese. Lo ha detto oggi la portavoce governativa Jiangu Yu rispondendo a una domanda sulla vicenda del motore di ricerca americano Google, che ha minacciato di chiudere le sue operazioni in Cina dopo aver subito attacchi di «pirati informatici» cinesi che cercavano informazioni riservate sui suoi utenti.
Parlando in una conferenza stampa a Pechino, Jiang Yu ha aggiunto che «in Cina Internet è aperta, noi incoraggiamo lo sviluppo di Internet». La portavoce non ha chiarito cosa succederà in futuro con Google, che da ieri non usa i «filtri» richiesti dal governo cinese consentendo l’accesso a una serie di siti web proibiti.
Via|Il Messaggero






















In Cina poche cose hanno speranza di esistere, è un paese completamente fuori luogo con i costumi mondiali.. Assurdi..